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martedì 12 aprile 2016

Il commissario Montalbano - La caccia al tesoro


Una mattina, Gregorio e Caterina Palmisano, due anziani e bislacchi fanatici religiosi, perdono del tutto il senno, si barricano nel loro appartamento e si mettono a sparare da finestre e balconi. Montalbano e i suoi, con un'operazione carica di tensione, riescono a disarmare e ad arrestare i due vecchi allucinati. Nell'appartamento, oltre a vari segni della follia dei due residenti, viene trovata una bambola gonfiabile, stranamente deturpata, che lascia il commissario piuttosto pensoso e perplesso. La sua impressione non tarda ad avere conferma, infatti il giorno successivo in un cassonetto viene ritrovata un'altra bambola gonfiabile. Montalbano, incuriosito, la confronta con quella di Palmisano e vede che sono identiche: hanno anche gli stessi segni deturpanti, sono come due gocce d'acqua. Salvo comprende che le due bambole gemelle appartengono ad un enigma che dovrà risolvere. E difatti, di lì a poco, comincia a ricevere strane lettere anonime: si tratta di sciarade, indovinelli, una vera e propria caccia al tesoro alla quale il commissario viene invitato.
Inizialmente sembra che l'autore di tali missive possa essere semplicemente un qualche arrogante picchiatello che vuole lanciargli una sfida di intelligenza, ma presto la caccia al tesoro prende una piega inquietante, e Montalbano intuisce che dietro quelle lettere c'è un folle che deve assolutamente fermare. Come è da temere, le cose presto precipitano, e al commissariato viene denunciata la scomparsa di una ragazza, Ninetta Bonmarito. Montalbano capisce presto che c'è un legame fra la caccia al tesoro del folle e la scomparsa della ragazza: il pazzo deve averla rapita. Salvo si adopera in ogni modo per ritrovare Ninetta: riesce a ricostruire le ore precedenti alla scomparsa e a scoprire il luogo e la modalità del rapimento, ma non ha elementi sufficienti per stringere ulteriormente il cerchio; il folle non ha lasciato tracce, conduce alla perfezione il suo gioco senza commettere errori.
E così, di lì a breve, viene purtroppo ritrovato il cadavere di Ninetta: è vestita, truccata e sfregiata in modo tale da essere identica alle due bambole gonfiabili, una macabra copia di esse. A questo punto non c'è davvero più tempo ; il maniaco deve essere trovato al più presto per evitare altri macabri omicidi; la caccia al tesoro si è trasformata in un enigma inquietante.


Il commissario Montalbano - La caccia al tesoro (Link diretto)




Il commissario Montalbano - La caccia al tesoro (Link diretto)

martedì 8 marzo 2016

Il Commissario Montalbano - La piramide di fango (07-03-2016)

È notte fonda e piove a dirotto. Un uomo, in mutande e canottiera, gravemente ferito, sanguinante, corre disperatamente su una bicicletta, fino a entrare in un cantiere che ormai è tutto un pantano. Con le ultime forze che gli restano, va a infilarsi in una grossa tubatura della condotta idrica in costruzione. È là che viene trovato cadavere, la mattina seguente. È stato ucciso con un colpo di arma da fuoco. Montalbano capisce che quell’uomo deve essere stato sorpreso nella notte, mentre dormiva; l’assassino gli ha sparato, lui ha cercato di fuggire con la bicicletta, si è nascosto in quella tubatura, ma la ferita era troppo grave ed è morto. Quindi doveva vivere nelle vicinanze del cantiere. Il commissario riesce dunque a trovare la sua abitazione e a identificarlo: si tratta del trentacinquenne Gerlando Nicotra, contabile della stessa impresa edile di quel cantiere dove è morto; viveva con la bellissima moglie tedesca, Inge. È un caso assai complesso, e strano, il commissario se ne rende subito conto: tanto per cominciare di Inge non c’è più nessuna traccia, sparita. Inoltre Gerlando e Inge non vivevano soli, come tutti credevano: nell’abitazione ci sono tracce di una terza persona, che stava là con loro, un uomo che nessuno conosce, probabilmente anziano. E nella casa vi erano anche delle pistole, sia nella camera dei Nicotra, sia in quella del misterioso ospite. Cosa assai sorprendente è che di questo “terzo uomo” non vi è alcuna impronta, indossava giorno e notte un paio di guanti di filo, e quindi è chiaro che si tratta di una persona schedata che non voleva farsi identificare. Si potrebbe pensare a un latitante, ma Montalbano non è affatto convinto di quest’ipotesi. Anche perché il caso Nicotra s’intreccia ben presto col tentato omicidio subìto da Saverio Piscopo, un muratore che aveva cominciato a parlare con la giornalista Lucia Gambardella delle irregolarità commesse dall’impresa presso cui lavorava. La Gambardella è una cronista coraggiosa e combattiva e da tempo lavora a un’inchiesta sugli appalti truccati a Vigata. L’edilizia è spesso il terreno fertile per accordi segreti fra politica e criminalità, ma il commissario capisce al volo che la donna ha messo le mani in qualcosa di molto, molto pericoloso e cerca in ogni modo di suggerirle cautela e di proteggerla. Si rende anche conto che, chi ha tentato di fare fuori Piscopo, ci proverà ancora e miracolosamente riesce a salvare il muratore da un nuovo attentato. Ormai è più che sicuro: la morte di Nicotra e i tentativi di uccidere Piscopo hanno a che fare con un enorme giro di corruzione e malaffare riguardante varie imprese edili della provincia. E certo, c’entra anche la mafia. Difatti varie forze cominciano a muoversi per costruire un colossale depistaggio, con il quale si vuole fare credere in ogni modo che la morte di Gerlando non sia stata altro che una storia di corna: Nicotra avrebbe trovato la moglie con un amante, avrebbe quindi tentato di ucciderlo, ma l’amante, durante la colluttazione avrebbe sparato a Gerlando. Montalbano, però, riuscirà a non cadere nei vari tranelli che gli vengono messi davanti, a smascherare falsi testimoni, false prove, false confessioni, e, con acume e coraggio, troverà il modo di penetrare all’interno di quella “piramide di fango” che pareva inespugnabile - un fango fatto di sangue, corruzione e malaffare - e ad arrivare finalmente al vertice, facendo così crollare una volta per tutte questa vasta e ingegnosa organizzazione criminale.


1a parte


Il Commissario Montalbano - La piramide di... di mariorossi100110



2a parte


Il Commissario Montalbano - La piramide di... di mariorossi100110



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martedì 1 marzo 2016

Il Commissario Montalbano - Una faccenda delicata (29-02-2016)

Sono passati mesi dalla morte di François, Livia sembra avere finalmente superato il difficile lutto, pare tornata quella di sempre. Salvo è da lei, in Liguria, e Livia è davvero felice di averlo tutto per sé per qualche giorno. Purtroppo però Montalbano riceve una chiamata dal suo commissariato: c’è stato un omicidio e Fazio gli chiede di tornare subito a Vigata. Anche perché del caso ha già cominciato a occuparsene Augello, che ha imboccato però una pista d’indagine totalmente assurda e non c’è modo di dissuaderlo. Non c’è niente da fare, Montalbano deve partire. Livia è assai dispiaciuta, ma non può che avere pazienza, per l’ennesima volta.
Non appena tornato a Vigata, Salvo apprende del caso: è stata uccisa una prostituta, Maria Castellino, strangolata con una cintura da uomo nel miniappartamento dove lavorava. Era un personaggio piuttosto singolare Maria: tanto per cominciare, aveva quasi settant’anni, ma era ancora in piena attività. Non solo, Maria era così buona, gentile, generosa, che era stimata e benvoluta da tutti, nessuno in paese era prevenuto o la giudicava per il suo mestiere. Inoltre era felicemente sposata, e per suo marito Serafino - ora distrutto dal dolore - il fatto che lei fosse una prostituta non era mai stato un problema. Augello è convinto che si tratti del delitto di un maniaco, un gerontofilo, e Maria, secondo lui, sarebbe morta per incidente nel corso di una bizzarra pratica erotica. Montalbano è ovviamente persuaso che la tesi di Mimì non stia né in cielo né in terra, ma, per non mortificarlo, gli lascia condurre autonomamente un’indagine parallela alla propria. Il commissario, intanto, insieme a Fazio, si butta sul caso, e grazie a Teresita Gaudenzio, amica e vicina dell’assassinata, e al preside Vasalicò, amico fraterno di Maria, scopre che da tempo Maria era spaventata, a causa di un cliente che evitava in ogni modo di incontrare. Anche i reperti trovati sul luogo del delitto portano a pensare che sia proprio questo misterioso e pericoloso cliente l’assassino della prostituta. Bisogna trovare il modo di identificarlo, ma gli elementi a disposizione sono pochissimi, non sarà affatto facile. Il preside Vasalicò, inoltre, chiede aiuto al commissario per un angosciante problema sorto da qualche giorno nella sua scuola: la madre di una delle bambine sostiene che un maestro abbia molestato sua figlia; l’insegnante, sconvolto, invece si dice assolutamente innocente. Il preside non sa che fare, perché, se la donna ha ragione, allora vuol dire che nella sua scuola c’è un pericoloso mostro, ma se invece la signora sbaglia, rischia di far mandare in prigione un innocente. Per fortuna Montalbano saprà fare luce su questa faccenda quanto mai delicata.
Nel frattempo Mimì arresta un giovane gerontofilo, Mimmo Tavano, un tipo dall’aria buffa e bizzarra, cliente di Maria; è convinto che sia lui il colpevole. Salvo capisce immediatamente che Mimmo non è l’assassino e, malgrado l’ostinata convinzione di Augello, riesce a farlo scagionare.
Nel corso di questa indagine Livia viene a Vigata, per far vedere a Salvo “Selene”, la cagnetta che ha appena adottato e che semina subito scompiglio e allegria nella casa del commissario. Ma non è solo per questo che è venuta: benché Livia appaia serena, la morte di François ha lasciato in lei segni profondi; ha più che mai bisogno di Salvo, di sentirlo vicino e di sentirsi amata.
Montalbano riesce finalmente a identificare il misterioso cliente della Castellino: è un folle, dal tragico passato, ossessionato da Maria, ma per quanto tutto sembri indicare lui come assassino, il suo alibi pare davvero inattaccabile. Comunque sia il commissario, scavando sempre più a fondo, scopre nella vita e nel mondo di Maria risvolti sempre più ambigui e inquietanti: forse non era affatto così amata e benvoluta da tutti come si voleva far credere; la sua vita, in cui tutto sembrava limpido e chiaro, è in realtà un mistero sempre più fitto e intricato. E mentre Montalbano si fa strada in questo labirinto, un nuovo e brutale delitto pare incredibilmente rilanciare le bislacche ipotesi di Augello. Ma Montalbano riuscirà abilmente a riportare Mimì alla ragione, a risolvere il caso e a dare finalmente giustizia alla povera Maria Castellino.


1a parte


Il Commissario Montalbano - Una faccenda... di mariorossi100110


2a parte


Il Commissario Montalbano - Una faccenda... di mariorossi100110



lunedì 1 febbraio 2016

Il Commissario Montalbano - Il ladro di merendine

Tutto a distanza di poche ore. Prima arriva nel porto un peschereccio con a bordo il corpo senza vita di un marinaio tunisino, rimasto ucciso nel corso di un'improvvisa aggressione da parte di una motovedetta. Poi in un ascensore viene trovato il cadavere di un certo La pecora, proprietario di una ditta di import-export, con un coltello da cucina piantato nella schiena.
Così una tranquilla cittadina siciliana, Vigàta, viene scossa da due fatti di sangue. Il caso del peschereccio, dopo una breve indagine preliminare, passa per competenza alla questura di Mazara mentre il commissario Montalbano viene chiamato ad indagare sull'omicidio di Lapecora.
La vedova sospetta che il marito sia stata ucciso dalla sua amante, la bella Karima che è scomparsa misteriosamente proprio il giorno del delitto assieme al figlio François. Un'anziana maestra costretta su una sedia a rotelle, Clementina Vasile Cozzo, racconta a Montalbano di aver visto un giovane tunisino nell'ufficio di La Pecora prima dell'omicidio.
L'investigatore inoltre apprende casualmente che un ignoto bambino aggredisce gli alunni di una scuola elementare per rubare le merendine. Grazie ad un'intuizione della sua fidanzata Livia il commissario si rende conto che il misterioso ladro è François. Quindi con i suoi agenti riesce a catturarlo e a portarlo a casa per accudirlo. Il bimbo, di appena cinque anni, racconta a Montalbano che la madre è stata costretta a salire su una grossa auto e non è più tornata.
Ma a risolvere il caso è proprio il ladro di merendine che riconosce il tunisino ucciso a bordo del peschereccio. È suo zio Ahmed, il fratello di Karima: il commissario può così collegare i due casi...



Il Commissario Montalbano - Una lama di luce

Salvatore Di Marta si presenta al commissariato insieme alla giovane moglie Loredana: Di Marta è assai ricco, è il proprietario del supermercato più grande di Vigata, ed è venuto a denunciare la rapina e l’aggressione subite da sua moglie la scorsa sera, verso mezzanotte, mentre stava andando a depositare alla cassa continua della banca l’incasso della giornata, cioè ben trentamila euro.
Ma fin dall’inizio vari punti del resoconto di questa rapina sembrano piuttosto contraddittori e Montalbano vuole indagare più a fondo. Scopre anzitutto che, prima di sposare il più anziano Di Marta, Loredana era fidanzata col coetaneo Carmelo Savastano, un piccolo delinquente. In seguito va a parlare con Valeria Bonifacio, la più cara amica di Loredana, è da lei che la moglie di Di Marta si era recata prima di andare a versare i soldi dell’incasso. Valeria suggerisce al commissario che quella notte Loredana non ha subito soltanto una rapina.
E difatti in un successivo colloquio, Loredana confessa che il rapinatore l’ha violentata. Il marito è distrutto, sconvolto. Montalbano viene a sapere però che quanto riferito da Loredana è interamente falso: un ladro, che in quel momento stava svaligiando una gioielleria vicina alla banca - e che per questo non potrà mai testimoniare in tribunale -, gli assicura che di fronte alla banca quella notte non si è fermata nessuna macchina e non c’è stata nessuna aggressione. Il commissario capisce che Loredana e Valeria stanno conducendo uno strano gioco, il cui ordito sembra ancora inspiegabile.
Qualche giorno dopo però Carmelo Savastano, ex fidanzato di Loredana, viene trovato ucciso. Nel corso delle indagini, Salvatore Di Marta racconta alla polizia che la moglie gli ha confessato che l’uomo che l’aveva rapinata e violentata era proprio Savastano. Di Marta ammette che si era messo in testa di vendicarsi e uccidere Savastano, ma non ha fatto in tempo, qualcun altro lo ha ammazzato prima di lui. Montalbano capisce che l’uomo è innocente, ma il pm Tommaseo, cieco e ottuso come sempre, fa arrestare Di Marta con l’accusa di omicidio. A Montalbano spetta il difficile compito di delineare i contorni di questa crudele impostura e di arrestare i reali responsabili del delitto.
Parallelamente a questo caso, un’altra vicenda impegna il commissario di Vigata. Gaspare Intelisano, proprietario terriero, si presenta per denunciare un fatto assai strambo: nei suoi campi c’è una casupola diroccata e stamattina ha visto che qualcuno vi ha montato una porta e coperto i buchi delle finestre. Montalbano e i suoi vi si recano: la porta non c’è più, ma il commissario riconosce i segni del cemento a presa rapida col quale erano stati inseriti i cardini. Da altre tracce scopre che in quella stamberga erano state depositate alcune casse che contenevano armi. Il posto in cui si trova quella casupola è assai sperduto e gli unici che lavorano in quella parte di proprietà sono due braccianti tunisini.
Montalbano, sebbene il caso - trattandosi di traffico d’armi - debba passare all’antiterrorismo, non rinuncia a fare la sua parte, e, organizzandosi con Intelisano, torna sul luogo sotto mentite spoglie per parlare con i due tunisini. Dall’incontro non sembra emergere nulla di particolare, ma due ore dopo Intelisano chiama Montalbano per informarlo che i due braccianti tunisini sono fuggiti.
Montalbano capisce che i due erano coinvolti nel traffico d’armi e che nel fienile del campo doveva esserci nascosta una terza persona che ha riconosciuto Montalbano e ha dato l’allarme ai suoi complici. Durante il corso delle indagini sarà sempre più chiaro che i tre uomini coinvolti in quel traffico non sono terroristi, ma patrioti che volevano fare arrivare le armi ai ribelli che lottano per liberare la Tunisia dalla dittatura.
Le forze della Questura stringono sempre più il cerchio intorno ai tre fuggitivi, la cattura sarà inevitabile. La chiusura del caso e la finale identificazione del terzo fuggitivo saranno però una tragica sorpresa per Montalbano e Livia.



domenica 3 gennaio 2016

Il commissario Montalbano - Le ali della sfinge

Non è un buon momento per il commissario Montalbano: con Livia continui litigi, incomprensioni ingigantite dalla distanza, nervosismo. Passato e futuro si ammantano nei suoi pensieri di una vaga nostalgia. E in una di queste serate di malinconia viene chiamato d'urgenza. In una vecchia discarica è stato trovato il cadavere di una ragazza. Nuda, il volto devastato da un proiettile, niente borse o indumenti in giro. Solo un piccolo tatuaggio sulla spalla sinistra - una farfalla - potrebbe favorire l'identificazione della donna.
Parte l'indagine con un Montalbano svogliato, stanco di ammazzatine. Ma il caso lo trascina: ci sono altre ragazze con una farfalla tatuata sulla scapola, sono tutte dell'Europa dell'est, hanno trovato lavoro grazie all'associazione cattolica "La buona volontà" che le ha salvate da un destino di prostituzione. Montalbano non si fa persuaso. C'è qualcosa di poco chiaro all'interno di quell'organizzazione benefica?
E mentre l'inchiesta va avanti il commissario è incalzato da ogni parte: dal vescovo, che non ammette ombre su "La buona volontà", dal questore, che non vuole dispiacere il vescovo, da Livia, che vuole partire con lui per ritrovarsi. Tutto si muove sempre più velocemente, alla ricerca della soluzione e il commissario ha fretta, di concludere, di andarsene. Ma proprio alla fine tutto accelera, con una frenesia tale che Montalbano non riesce a far coincidere le due strade della sua vita: quella professionale e quella sentimentale. Le due strade si rincorrono ma non si incontrano: il caso viene risolto, ma Livia, forse, è persa per sempre...



martedì 21 luglio 2015

Il Commissario Montalbano - L'odore della notte

Il pullover regalatogli da Livia, irrimediabilmente rovinato; il grande "aulivo" saraceno, fedele confidente, barbaramente abbattuto; tanti piccoli segnali della vecchiaia che si avvicina...
Questa nuova avventura non incomincia sotto i migliori auspici per il commissario Montalbano, impegnato a fare chiarezza in un intricatissimo caso che non è nemmeno di sua competenza; un caso a cui lo chiamano strane coincidenze e personaggi che riaffiorano prepotentemente dal passato.
Ispirata a un reale fatto di cronaca, ambientato in Sicilia e raccontato da un articolo del giornalista Francesco La Licata, la vicenda ruota attorno alla misteriosa sparizione di un promotore finanziario e del suo aiutante: a Vigàta tutti credono che se la spassi all'estero con i soldi sottratti agli incauti risparmiatori o che sia stato eliminato da qualche mafioso vittima dei suoi raggiri.
Ma la realtà e ben diversa e più dolorosa: Montalbano la svelerà indagando tra le quinte, senza mai uscire alla scoperto e solo grazie alla sua incredibile capacità di leggere nel cuore dei fatti e delle persone.
Popolato da una galleria di personaggi indimenticabili, vecchi e nuovi, L'odore della notte fonde trama coinvolgente e approfondimento psicologico, senza rinunciare a sottili e ironici richiami alla realtà contemporanea e a suggestioni letterarie.



Il Commissario Montalbano - L'odore della notte... di Serie TV Italia 2


martedì 14 luglio 2015

Il Commissario Montalbano - Gli arancini di Montalbano

I corpi del commendatore Pagnozzi e della sua giovane moglie vengono trovati senza vita nella loro auto finita in una scarpata. Tutto lascia pensare ad un normale incidente. Ma ci sono dei particolari che non tornano.
Per esempio: perché la donna ha le unghie delle mani spezzate?
Stefania è la seconda moglie del commendatore Pagnozzi, costruttore edile colluso con la mafia. La donna, molto più giovane e assai attraente, lo ha sposato per i soldi. Erede delle fortune di Pagnozzi è il figlio Giacomo, un giovane nullafacente, gracile e pieno di odio per il padre, grande donnaiolo.
La villa dei Pagnozzi è stata svaligiata la sera stessa dell'incidente. I sospetti si dirigono subito sugli operai albanesi che lavorano nei cantieri di Pagnozzi e che stanno ristrutturando la villa. In casa di uno di loro, Ilir, viene trovato con un pezzo della refurtiva.
Per il questore Bonetti Alderighi il caso è risolto. Gli albanesi hanno svaligiato la villa e poi hanno ucciso i coniugi Pagnozzi simulando l'incidente. Ma Montalbano ha capito che le cose non sono andate così. Su un'audiocassetta recapitata a Montalbano è incisa una telefonata nella quale Stefania si rivolge al figlio di Pagnozzi, dicendo che l'indomani, liberatisi del padre saranno finalmente liberi di amarsi.
Ma Pasquale, il figlio della donna delle pulizie di Montalbano, vero autore del furto nella villa, non riconosce in Giacomino l'uomo che ha visto trafficare con l'auto la sera dell'incidente. Se Giacomo non è colpevole, a chi si rivolgeva Stefania nella telefonata? Montalbano, sapendo dei legami di Pagnozzi con la cosca dei Sinagra, va a parlare con il vecchio don Balduccio. Così viene a sapere che trent'anni prima una cameriera dei Pagnozzi, una donna bellissima, era stata allontanata dalla moglie dell'ingegnere. La donna, incinta, aveva trovato lavoro presso un avvocato di Montelusa.
Montalbano ricostruisce il corso degli eventi.
Le indagini del commissario proseguono con l'obiettivo di collegare gli avvenimenti e gli omicidi accaduti. Montalbano scopre un commercio clandestino di bambini extracomunitari, del quale il piccolo incontrato al porto era stato vittima, con la complicità della finta madre. Il commissario scopre che il latitante Errera era stato a capo di questo business finché un arabo di nome Gafsa lo aveva ucciso per prenderne il posto.
Lo sdegno che gli suscita la scoperta di quella realtà così orribile e vicina provoca in Montalbano una reazione feroce, che lo porta a rischiare persino la propria vita per riuscire a smantellarla. Con un'ardita e rischiosa incursione nella tana del nemico, Montalbano e i suoi riusciranno ad arrestare i colpevoli e a mettere fine all'infame traffico.



martedì 7 luglio 2015

Il Commissario Montalbano - Il senso del tatto

Nella casa dove viveva con il suo cane Orlando, Enea Silvio Piccolomini, soprannominato Nenè, viene trovato morto. Enea, cieco a causa di un incidente sul lavoro, sembra vittima di un incidente domestico.
L'autopsia rivela invece che Nenè è morto a causa di un sonnifero, forse lo stesso che prendeva tutte le sere e di cui ha sbagliato dose. Gli unici parenti di Nenè sono la sorella Gnazia e suo marito Silvestro, gestori di un albergo sull'isola di Levanza.
Montalbano non crede che si sia trattato di un incidente e convince Livia, con la scusa di una vacanza, ad andare a Levanza. Il commissario scopre che Nenè andava ogni week end sull'isola e aveva stretto amicizia con un pescatore di nome Totò Recca.



martedì 30 giugno 2015

Il Commissario Montalbano - Tocco d'artista

All'alba una telefonata di Catrella sveglia il commissario Montalbano.
Il famoso orafo Alberto Larussa è stato trovato morto sulla sedia a rotelle con il corpo completamente carbonizzato. Tutti gli indizi fanno pensare che si tratti di suicidio.
La stessa notte a Vigata un elettricista è stato ucciso a colpi di pistola. Ad indagare è il vice di Montalbano,
Mimi Agello. Montalbano, però, non è completamente convinto della tesi di suicidio ed ottiene dal giudice qualche giorno per approfondire le indagini. Perquisendo i piani superiori della villetta di Larussa, Montalbano trova delle vecchie foto strappate che ritraggono l'orefice quando non era ancora invalido, una pistola e un testamento con il quale Larussa lascia tutti i suoi beni al fratello Giacomo. La perizia calligrafica sul testamento rivela che la scrittura dell'orefice è stata contraffatta, gettando delle ombre su Giacomo, la cui posizione è aggravata da un testimone che ha notato la sua auto in prossimità della villa di Larussa la notte della morte di questi.
Giacomo, che solo di recente aveva ripreso i rapporti con il fratello, si dichiara innocente, ma viene arrestato. Nuove testimonianze sembrano inchiodare Giacomo che si difende asserendo di non aver avuto bisogno di contraffare il testamento del fratello perché, secondo le volontà del padre, alla morte di Alberto, tutti i beni che questi aveva ereditato dal padre sarebbero comunque passati a lui.
Così i conti per Montalbano continuano a non tornare: perchè Giacomo Larussa avrebbe dovuto falsificare il testamento, quando comunque l'erede naturale era lui?
E' l'incontro con il vecchio notaio di famiglia a rendere chiara a Montalbano la dinamica dei fatti: Alberto Larussa era paralizzato non per una caduta da cavallo ma in seguito ad un violento litigio avuto con il fratello Giacomo a causa di una donna, Emma Morpurgo. Il padre aveva creduto che Giacomo avesse volontariamente fatto del male al fratello e aveva deciso di punirlo lasciando tutti i suoi beni ad Alberto.
Le indagini del commissario proseguono con l'obiettivo di collegare gli avvenimenti e gli omicidi accaduti. Montalbano scopre un commercio clandestino di bambini extracomunitari, del quale il piccolo incontrato al porto era stato vittima, con la complicità della finta madre. Il commissario scopre che il latitante Errera era stato a capo di questo business finché un arabo di nome Gafsa lo aveva ucciso per prenderne il posto.
Lo sdegno che gli suscita la scoperta di quella realtà così orribile e vicina provoca in Montalbano una reazione feroce, che lo porta a rischiare persino la propria vita per riuscire a smantellarla. Con un'ardita e rischiosa incursione nella tana del nemico, Montalbano e i suoi riusciranno ad arrestare i colpevoli e a mettere fine all'infame traffico.



martedì 23 giugno 2015

Il Commissario Montalbano - Il cane di terracotta

L'anziano capomafia Tanu U Greco rivela al commissario Montalbano l'esistenza di un deposito di armi in una grotta fuori dal paese. Nella grotta viene scoperta anche una camera segreta in cui sono stati sepolti con uno strano rituale due giovani assassinati presumibilmente nei primi anni Quaranta.
Montalbano è incuriosito da questo ritrovamento, ma deve prima occuparsi del traffico d'armi. Rimasto gravemente ferito in un attentato organizzato dalla malavita per impedirgli di proseguire le indagini, il commissario impiega il periodo di convalescenza per cercare di svelare il mistero della grotta. Documentandosi sui rituali funebri antichi, Montalbano scopre delle affinità fra la macabra messa in scena della grotta e il mito della grotta di Efesto.
Alcuni anziani raccontano al commissario la misteriosa sparizione, proprio nei primi anni Quaranta, di una certa Lisetta e di suo cugino Lillo, il proprietario del terreno dove si trova la grotta: il giovane si era appena laureato con una tesi sul mito di Efesto e le sue varianti. Montalbano riesce a ritrovare Lillo, ancora vivo ma residente in un'altra città, che gli racconta che una notte del 1943 Lisetta si rifugiò a casa sua sconvolta...



martedì 16 giugno 2015

Il Commissario Montalbano - La forma dell'acqua

L'ingegner Luparello, esponente politico di spicco, viene trovato morto nella sua auto in una zona malfamata. Secondo il medico legale l'uomo è morto d'infarto dopo un rapporto sessuale.
Testimonianze e indizi convergono a identificare la donna misteriosa, che fece l'amore in macchina con l'ingegnere prima della sua morte, con Ingrid Sijostrom, nuora dell'onorevole Cardamone, il diretto avversario di Luparello all'interno del partito.
Ingrid nega di essere stata l'amante di Luparello e in effetti Montalbano nutre molti dubbi su questa ricostruzione dei fatti. Indagando a fondo sulle circostanze della morte dell'ingegnere, Montalbano arriva a scoprire il sordido intrigo ordito dal braccio destro di Luparello, l'avvocato Rizzo.
Rizzo infatti ha approfittato della morte accidentale dell'amico per organizzare una messa in scena che gli consentisse di far carriera all'interno del partito, riscattando al tempo stesso i suoi compagni di corrente travolti dallo scandalo e l'onorevole Cardamone.
Le indagini del commissario proseguono con l'obiettivo di collegare gli avvenimenti e gli omicidi accaduti. Montalbano scopre un commercio clandestino di bambini extracomunitari, del quale il piccolo incontrato al porto era stato vittima, con la complicità della finta madre. Il commissario scopre che il latitante Errera era stato a capo di questo business finché un arabo di nome Gafsa lo aveva ucciso per prenderne il posto.
Lo sdegno che gli suscita la scoperta di quella realtà così orribile e vicina provoca in Montalbano una reazione feroce, che lo porta a rischiare persino la propria vita per riuscire a smantellarla. Con un'ardita e rischiosa incursione nella tana del nemico, Montalbano e i suoi riusciranno ad arrestare i colpevoli e a mettere fine all'infame traffico.



martedì 9 giugno 2015

Il commissasio Montalbano - La voce del violino - Serie Tv Italia

L'auto della polizia su cui viaggia Montalbano, guidata dallo spericolato agente Gallo, sbanda e tampona un'auto parcheggiata di fronte ad una villa isolata. Il commissario lascia un biglietto con il numero della questura ma avverte un oscuro presentimento. Per questo motivo penetra di nascosto nella villa e scopre il cadavere di una giovane donna nuda. È Michela Licalzi, giovane moglie di un medico siciliano da tempo residente a Bologna.

L'agente Fazio - durante una perquisizione nell'abitazione della vittima - attira l'attenzione di Montalbano su un violino riposto in una custodia aperta. L'investigatore nel frattempo interroga gli amici di Michela e scopre che quest'ultima prima di essere uccisa aveva incontrato un'amica, Anna. La donna, bella e attraente, racconta che Michela aveva un amante, probabilmente un musicista.
Tuttavia i sospetti - infondati - ricadono su un giovane handicappato, Maurizio Di Blasi, innamoratissimo di Michela.

Intanto Montalbano riceve due brutti colpi: il questore decide di togliergli il caso e François, il bambino che il commissario ha salvato ne Il ladro di merendine, di restare con la famiglia cui è stato affidato, frustrando il desiderio di Livia che voleva adottarlo. Il commissario però non si dà per vinto...
Le indagini del commissario proseguono con l'obiettivo di collegare gli avvenimenti e gli omicidi accaduti. Montalbano scopre un commercio clandestino di bambini extracomunitari, del quale il piccolo incontrato al porto era stato vittima, con la complicità della finta madre. Il commissario scopre che il latitante Errera era stato a capo di questo business finché un arabo di nome Gafsa lo aveva ucciso per prenderne il posto.
Lo sdegno che gli suscita la scoperta di quella realtà così orribile e vicina provoca in Montalbano una reazione feroce, che lo porta a rischiare persino la propria vita per riuscire a smantellarla. Con un'ardita e rischiosa incursione nella tana del nemico, Montalbano e i suoi riusciranno ad arrestare i colpevoli e a mettere fine all'infame traffico.



sabato 23 maggio 2015

Il commissasio Montalbano - La gita a Tindari - Serie Tv Italia

Nenè Sanfilippo, un picciotto di 21 anni, è stato freddato da un colpo di pistola mentre apriva il portone di casa. Qualche ora dopo si presenta in commissariato Davide Griffo (Tony Palazzo), preoccupato perché non ha più notizie dei suoi genitori. Vuole l'autorizzazione a forzare la porta del loro appartamento. Con grande sorpresa il commissario Montalbano (Luca Zingaretti) scopre che i coniugi Griffo abitano nello stesso stabile del ragazzo ucciso.
Quando entrano nell'appartamento dei Griffo, lo trovano vuoto e in ordine.
Montalbano scopre che i Griffo hanno partecipato ad una gita organizzata a Tindari con altri anziani. Una foto scattata sul pullman ritrae i Griffo seduti nell'ultima fila, mentre il signor Griffo è girato a guardare attraverso il lunotto posteriore. Una Punto sembra seguire il pullman. E' leggibile la targa: la macchina è di Nenè Sanfilippo, il ragazzo ucciso.
Nell'appartamento di Sanfilippo sono state ritrovate una serie di video cassette con Sanfilippo a letto con diverse donne. Una di queste è una rumena, moglie del noto chirurgo di trapianti Isgrò (Giovanni Morchella). Inoltre nel computer di Sanfilippo sono state trascritte una serie di lettere porno che si scambiava con la rumena e una specie di romanzo di fantascienza. I Griffo vengono trovati uccisi in una casupola di campagna. A questo punto è chiaro che ad uccidere Sanfilippo e i Griffo è stata la stessa mano.
Montalbano scopre anche che i Griffo avevano affittato proprio a Sanfilippo una casupola di campagna. Questa era la base usata da Sanfilippo per seguire delle attività illecite con Internet.
Sarà la lettura del romanzo che Nenè scriveva nel suo computer a dare la chiave per risolvere il caso.



sabato 16 maggio 2015

Il commissario Montalbano - La vampa d'agosto (HD) - Serie TV Italia

Il commissario Montalbano - La vampa d'agosto (HD) - Serie TV Italia

Caldo torrido, calore estenuante, sole implacabile: è questa la vampa del mese più infuocato della torrida estate siciliana, ma è anche l'ardore e la passione che infiammano Montalbano. Siamo in agosto, Mimì Augello ha dovuto anticipare le ferie e Montalbano è costretto a rimanere a Vigàta. Augello lo invita a passare qualche giorno nella bella villetta sul mare, a Montereale Marina, che ha preso in affitto con Beba e il piccolo Salvo. Ma un giorno il bambino sparisce e proprio non si trova. Montalbano accorre e scopre in giardino un cunicolo che rivelerà clamorose sorprese tra cui un baule con il cadavere di Rina, una ragazza scomparsa sei anni prima. Finita la brutta avventura con il ritrovamento del bambino, il commissario inizia l'indagine.
Difficile perché il caldo non lascia requie, bollente come la passione amorosa di cui Montalbano rimane in balia. Una passione che ha come oggetto la sorella gemella della vittima, Adriana, una giovane donna bellissima e desiderabile. Insieme a lei, Montalbano cerca di trovare l'assassino della povera Rina, ma al tempo stesso si fa sedurre fino a... perdere completamente la testa. E a fare il gioco di Adriana. Che vuole scoprire chi ha ucciso la sorella, sì, ma vuole anche qualcosa di più. Vuole vendicarsi.
Montalbano sarà l'inconsapevole agente di questa vendetta. Se ne farà carico, ma a prezzo di una sofferenza indicibile, che lo porterà alla fine a fare il solito bagno purificatore, sì, ma nel mare si perderanno anche le sue stesse lacrime.



sabato 9 maggio 2015

Il commissario Montalbano - Il gioco delle tre carte - Serie TV Italia

Il commissario Montalbano - Il gioco delle tre carte - Serie TV Italia -

Girolamo Cascio, noto costruttore edile di Vigata, legato alla famiglia mafiosa dei Riolo, viene ritrovato morto sul ciglio di una strada. Ciccio Monaco, ragioniere nella ditta di Cascio, è convinto che l'uomo non sia vittima di un pirata della strada ma che sia stato ucciso. Il commissario Montalbano viene a sapere che Cascio aveva collaborato con un imprenditore edile, oggi suo socio nell'impresa, che, vent'anni prima, era stato accusato e condannato per l'omicidio del marito della sua amante. L'imprenditore era uscito dal carcere solo poche settimane prima. Intanto, non lontano da un casolare isolato, viene ritrovato il cadavere di un misterioso straniero, freddato da un solo colpo di pistola alla nuca...



sabato 2 maggio 2015

Il commissario Montalbano - La pazienza del ragno - Serie TV Italia

Il commissario Montalbano - La pazienza del ragno - Serie TV Italia -

Montalbano indaga sull'anomalo sequestro della ventenne Susanna Mistretta, scomparsa misteriosamente mentre tornava a casa in motorino per una strada di campagna. I Mistretta, un tempo ricchi, hanno perso tutto qualche anno prima e hanno difficoltà persino a sostenere le cure mediche di cui necessita Giulia, la madre di Susanna, vittima di un fortissimo esaurimento nervoso che la sta portando alla morte. Il questore decide di assegnare l’indagine al commissario Valente, più esperto di sequestri, il quale però chiede a Montalbano di collaborare con lui. I rapitori telefonano al padre della ragazza, Salvatore Mistretta, facendogli sentire la voce della figlia e preannunciando la richiesta di un sostanzioso riscatto. Montalbano, ripercorrendo la strada in cui è stato ritrovato il motorino di Susanna, trova il casco della ragazza gettato in un campo. Il commissario interroga la proprietaria di una rivendita di uova che si trova nei paraggi, la quale dichiara che, la sera in cui Susanna è stata rapita, ha visto una macchina fare manovra nello spazio antistante la sua casupola. I carabinieri, intanto, trovano lo zainetto della ragazza in un punto diametralmente opposto rispetto a dove è stato ritrovato il casco, confermando a Montalbano che i rapitori stanno tentando di depistarli.
Quando i rapitori finalmente chiedono la cifra del riscatto – sei miliardi di vecchie lire – molti anonimi concittadini telefonano ai Mistretta per invitarli a mettere da parte l’orgoglio e rivolgersi a un certo Peruzzo. Montalbano parla con il dottor Carlo Mistretta, lo zio di Susanna, il quale gli spiega che la disgrazia di suo fratello Salvatore è cominciata quando, qualche anno prima, Antonio Peruzzo, fratello di Giulia e noto faccendiere, per coprire i suoi debiti aveva chiesto in prestito due miliardi delle vecchie lire alla sorella e al cognato.
Grazie al prestito, Peruzzo era riuscito a evitare la galera e, dopo aver dichiarato fallimento e gettato sul lastrico i suoi dipendenti, aveva rimesso in sesto i suoi affari. Salvatore e Giulia Mistretta non avevano più riavuto i loro soldi. Delusa e addolorata per il comportamento dell’amato fratello, Giulia si era ammalata. I rapitori inviano alle televisioni locali una foto che ritrae Susanna in stato di prigionia.
L’intera Vigàta sembra pronta a insorgere contro lo zio di Susanna, Antonio Peruzzo. Montalbano inizia a intuire che i rapitori stanno creando ad arte un movimento di opinione per mettere in scacco Peruzzo alla vigilia del suo debutto in politica. Peruzzo, attraverso il suo legale, rivela che i rapitori si erano messi in contatto con lui la sera stessa del rapimento comunicandogli la cifra del riscatto, che lui era disposto a pagare, ma poi non si erano più fatti vivi per indicare le modalità dello scambio. Montalbano ha così la conferma che il vero obiettivo dei rapitori è sempre stato Peruzzo. Finalmente i rapitori contattano Peruzzo per indicargli il luogo in cui depositare il denaro. Susanna viene liberata. Montalbano si reca sul luogo in cui Peruzzo avrebbe lasciato i soldi del riscatto, ma scopre che la valigetta è ancora lì e non contiene altro che pezzi di giornale. La notizia si diffonde immediatamente suscitando lo sdegno della popolazione: Peruzzo giura di aver lasciato i soldi richiesti nel luogo convenuto ma nessuno gli crede e la sua carriera politica può considerarsi finita ancor prima di iniziare. Giulia Mistretta muore subito dopo aver riabbracciato la figlia.
Montalbano apprende da Francesco Lipari che Susanna è in procinto di partire per l’Africa con un’associazione di volontariato, e che aveva stabilito questo viaggio già mesi prima senza avergliene parlato. Montalbano inizia a farsi un’idea di come siano andati davvero i fatti e torna dalla venditrice di uova che gli conferma un suo sospetto...
Le indagini del commissario proseguono con l'obiettivo di collegare gli avvenimenti e gli omicidi accaduti. Montalbano scopre un commercio clandestino di bambini extracomunitari, del quale il piccolo incontrato al porto era stato vittima, con la complicità della finta madre. Il commissario scopre che il latitante Errera era stato a capo di questo business finché un arabo di nome Gafsa lo aveva ucciso per prenderne il posto.
Lo sdegno che gli suscita la scoperta di quella realtà così orribile e vicina provoca in Montalbano una reazione feroce, che lo porta a rischiare persino la propria vita per riuscire a smantellarla. Con un'ardita e rischiosa incursione nella tana del nemico, Montalbano e i suoi riusciranno ad arrestare i colpevoli e a mettere fine all'infame traffico.


domenica 26 aprile 2015

ll commissario Montalbano - Una voce di notte - Serie TV Italia

ll commissario Montalbano - Una voce di notte - Serie TV Italia -

Gli anni passano per tutti. Anche per il commissario Montalbano.
Il giorno del suo compleanno, Montalbano arresta un pirata della strada e lo fa sbattere in cella. Quando scopre che si tratta di Giovanni Strangio, il figlio scapestrato del presidente della Provincia di Montelusa, Montalbano capisce di essersi infilato in un bel problema.
Quello stesso giorno, un certo Guido Nicotra denuncia un furto avvenuto nel supermercato di cui è direttore. Anche in questo caso, Montalbano si rende conto che la faccenda non sarà di semplice soluzione, perché il supermercato in cui è avvenuto il furto è notoriamente sotto controllo della famiglia mafiosa dei Cuffaro. Il presidente del consiglio d’amministrazione, d’altra parte, è l’onorevole Mongibello, avvocato di fiducia della famiglia.
Le cose si complicano ancora di più quando il direttore Nicotra si suicida, impiccandosi nel suo ufficio. Per l’opinione pubblica, e per l’onorevole Mongibello, che minaccia un’interpellanza parlamentare sulla vicenda, la responsabilità di questa morte è da attribuire a Montalbano e ad Augello, che hanno interrogato in modo molto rude Nicotra accusandolo nemmeno larvatamente di essere complice dei ladri.
Montalbano scopre molto presto che Nicotra non si è suicidato, ma è stato ucciso. Solo che non può seguire questa pista perché stavolta nemmeno il dottor Pasquano se la sente di diffondere i risultati dei suoi esami, che confermerebbero l’ipotesi dell’omicidio. La mafia fa paura, soprattutto quando si allea con la politica.
Montalbano si ritrova a dover cercare di incastrare gli assassini di Nicotra con metodi molto poco ortodossi. E alla stessa maniera deve muoversi per trovare l’assassino di Mariangela Carlesimo, la fidanzata di Giovanni Strangio, una bellissima ragazza di vent’anni trovata accoltellata in casa del giovane figlio del presidente della Provincia. Anche in questo caso, il commissario incontra resistenze e ostacoli che lo allontanano sempre più dalla verità.
Per risolvere questi due casi, Montalbano fa qualcosa che non ha mai fatto, fino ad ora.
Perché quello che conta, alla fine, è rimettere in ordine il mondo. Almeno fino al prossimo omicidio.


sabato 25 aprile 2015

Il commissario Montalbano - Par condicio - Serie TV Italia

Il commissario Montalbano - Par condicio - Serie TV Italia

I Musarra si vendicano uccidendo Michele Zummo, nipote del vecchio don Balduccio Sinagra.
Al commissario Montalbano non quadrano molte cose: innanzi tutto perché dopo quindici anni di "pax mafiosa", le due famiglie hanno ripreso ad ammazzarsi? Inoltre alcuni particolari della morte di Angelo Bompensiero non lo convincono: se il fatto che gli hanno sparato in faccia con la lupara farebbe pensare a un regolamento di conti di stampo mafioso, il fatto che Pasquano abbia stabilito che Bonpensiero abbia ricevuto una botta alla nuca prima di essere ucciso suona strano.
I suoi dubbi gli attirano le ire del giudice Tommaseo, la cui unica preoccupazione è di finire subito la guerra tra famiglie. Così Tommaseo sottrae l'indagine a Montalbano, il quale si concentra su un altro caso: da qualche giorno è scomparsa una ragazza ucraina, Eva Ljubin. Grazie ad alcune brillanti intuizioni di Catarella, Montalbano riesce a capire che la ragazza è stata rapita, proprio la notte in cui è morto Angelo Bonpensiero. Seguendo le tracce della ragazza, Montalbano capisce che Eva è finita nella casupola in campagna di Biagio Cocuzza., un quarantenne non del tutto sano di mente, con precedenti legati a violenze sessuali.
Intanto, Montalbano viene raggiunto da Livia: il nuovo taglio di capelli sfoggiato dalla sua fidanzata, che la fa somigliare molto alla ragazza scomparsa, spinge il commissario ad usarla per far confessare Biagio. E' forse il metodo più anticonvenzionale usato da Montalbano nella sua carriera; ma la vicenda del bambino nordafricano morto nell'indagine precedente ha cambiato molto il nostro commissario, che ha giurato a se stesso di non tralasciare alcun tentativo per salvare una vita umana.
Biagio scambia Livia per Eva, e fa capire a Montalbano che la ragazza è stata rapita da un pastore che porta le pecore al pascolo dalle parti della casupola di Biagio. Parte la caccia all'uomo, con tutti gli uomini del commissariato tesi alla cattura di questo pastore che potrebbe essere il responsabile di una serie di sparizioni di ragazze avvenute nei dintorni negli ultimi anni.


venerdì 24 aprile 2015

Il commissario Montalbano - L'età del dubbio - Serie TV Italia

Il commissario Montalbano - L'età del dubbio - Serie TV Italia

Un risveglio inquietante: Montalbano ha sognato il suo proprio funerale, a cui però Livia aveva deciso di non partecipare. Un sogno che mette il commissario di malumore, un malumore accentuato dal fortissimo temporale che ha allagato mezza Vigàta e che non accenna a terminare. Sulla strada per il commissariato, Montalbano soccorre una ragazza bruttina e occhialuta, la cui auto sta per sprofondare nel fondo stradale inghiottito dal fango. La ragazza dice di chiamarsi Vanna Digiulio, viene da Palermo e deve andare al porto turistico di Vigàta dove ha un appuntamento con la zia, in arrivo con il suo yacht. Montalbano la ospita in commissariato e quando finalmente lo yacht della zia arriva a Vigàta – e il motivo del suo ritardo è spiegato dal fatto che l'equipaggio ha trovato un cadavere in mare – Vanna sparisce. E anche la stessa zia – Livia Giovannini, proprietaria dello yacht che tra l'altro si chiama proprio Vanna – sembra molto sorpresa quando Montalbano, indagando sul cadavere trovato in mare, le chiede di lei.
Il commissario comincia a sospettare che quella ragazza occhialuta e apparentemente indifesa gli abbia raccontato un sacco di balle. Intanto però il dottor Pasquano scopre che il cadavere trovato in mare in realtà è stato avvelenato. Si tratta quindi di un caso di omicidio, in cui per giunta la vittima è stata sfigurata in modo da rendere impossibile la sua identificazione. A complicare il tutto ci si mette pure l'ufficiale della Capitaneria di Porto che aiuta Montalbano in questa indagine; si tratta  del tenente Laura Belladonna, una trentenne bella e simpatica che fa perdere la testa al commissario. Al punto che a Montalbano viene il dubbio di essere a una svolta della sua vita: forse deve lasciar perdere tutto e accettare l'invito all'amore che gli arriva da Laura? Ma non ha il tempo di farsi troppe domande: l'indagine lo porta a sospettare proprio dell'equipaggio dello yacht della Sig.ra Livia Giovannini. E quando viene ucciso anche un componente del team del Vanna, e Montalbano scopre che c'è un denominatore comune tra lo yacht, il cadavere sfigurato e un motoscafo chiamato Asso di cuori, ecco che i dubbi cominceranno a diradarsi, anche grazie alla ricomparsa della Digiulio, finalmente pronta a rivelarsi nella sua vera identità e soprattutto nel suo vero ruolo. La risoluzione del caso richiederà una certa dose di rischio, un rischio che Laura, pur di stare accanto all’uomo che ama, è pronta a correre. E Montalbano? Lui non sa cosa prova esattamente per lei, ha dei dubbi... è certo però che togliersi questi dubbi significherà soffrire e far soffrire...