Giuseppe Fiorello torna diretto ancora una volta da Enzo Monteleone, per raccontare una storia “potente” e di grande attualità: quella di Roberto Mancini, il funzionario di polizia che per primo investigò sui veleni della Terra dei Fuochi, scomparso per un tumore due anni fa. Una vicenda drammatica e di grande impatto emotivo per ricordare un uomo animato da un forte senso dello Stato determinato a scoprire la verità sull’enorme traffico di rifiuti tossici sversati in Campania e gestito dalla criminalità organizzata. Quella di Mancini è la storia di un poliziotto che non si è mai arreso nelle indagini, nonostante le mille difficoltà e gli altrettanti tentativi di insabbiamento, ma che ha pagato con la vita le sue fondamentali scoperte su quell’ingente traffico di rifiuti tossici. E sono stati quegli stessi veleni, sprigionati da una terra martoriata, a ucciderlo nell’aprile del 2014, quando Roberto si è arreso, suo malgrado, a un tumore. Io non mi arrendo, una coproduzione Rai Fiction – Picomedia, prodotta da Roberto Sessa. Una miniserie che vede Giuseppe Fiorello, a un anno di distanza da L’Angelo di Sarajevo – record di ascolto della scorsa stagione –, in una nuova fiction di valore civile protagonista nei panni del poliziotto Marco Giordano (liberamente ispirato a Roberto Mancini) e collaboratore alla scrittura e alla produzione. Un film in due puntate, per la regia di Enzo Monteleone, con Massimo Popolizio, Elena Tchepeleva, Paolo Briguglia e con Maddalena Crippa.
- Trama prima puntata -
Marco Giordano (Giuseppe Fiorello) non è campano, ma chi lo ricorda bene è pronto ad afferma – re che è come se lo fosse. In quella terra martoriata il vice commissario Giordano ci capita dopo un’indagine per usura inizia – ta dai controlli su una banca locale a Fondi. Marco si imbatte così in Gaetano Russo (Massimo Popolizio), avvo – cato di provincia, sempre pronto a cogliere buoni affari. Il corpu – lento avvocato fa incetta di terreni di scarso valore agricolo e senza apparenti prospettive di sfruttamen – to. Apparenti. Perché un obiettivo chiaro Russo ce l’ha. Usare quei terreni come discariche per rifiuti tossici. Marco, grazie al suo fiuto investiga – tivo e ai piccoli aiuti di Vincenzi – no, un ragazzino del posto tanto sfrontato quanto coraggioso, intu – isce il distruttivo business che sta per abbattersi su quella sfortunata terra e ingaggia con Russo una sfida che, alla resa dei conti, finirà per impegnarlo per quasi due decenni. Anni in cui trova l’amore di Maria (Elena Tchepeleva), una simpatica ragazza dell’est che sposerà e da cui avrà una figlia, Martina. Anni in cui le indagini di Marco proseguono solo grazie alla caparbietà sua e a quella del suo piccolo gruppo di affiatati colleghi. Ma non è facile indagare su un uomo come Russo, ricco di mezzi finanziari ma soprattutto ricco di relazioni nella pubblica amministrazione, nella politica, nell’economia e anche nella magistratura. Un uomo che realmente controlla il suo territorio. Indagini, intercettazioni appostamenti, tutto confluisce in un rapporto di 250 pagine e in allegati racchiusi in ben settanta faldoni. Anni di lavoro investigativo che Giordano sente di dover portare a termine specie dopo la morte per tumore di Vincenzino. La causa? Quelle discariche che si stanno mangiando la terra, l’acqua e l’aria. Si sono mangiate Vincenzino, si sono mangiate intere comunità e ora si stanno mangiando il corpo di Marco. Lui ha fatto la sua scelta. Far incriminare Russo e interrompere i suoi sempre più lucrosi e imponenti traffici.
1a parte
2a parte
Io non mi arrendo - 1a puntata (15-02-2016... di serietvitalia5
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