"Francesco il Papa ribelle" è la prima serie tv dedicata interamente alla vita di Papa Francesco.
Ciascun episodio della serie (Chiamata da Dio, Fede e coraggio, La voce dei deboli, Apostolo di Pace) spazia dalla sfera privata a quella pubblica di Jorge Mario Bergoglio, non tralasciando i burrascosi rapporti con la dittatura argentina e i primi passi del Papa in Vaticano, mossi nel segno della Misericordia e dell’umiltà di chi ama essere vicino alla gente. Grande importanza inoltre è conferita anche agli affetti familiari del futuro Papa (il rapporto con i genitori e la nonna, i primi amori e la vocazione), diventati sin da subito oggetto di una letteratura tesa a far conoscere al grande pubblico la parte più intima e personale dell’ex arcivescovo di Buenos Aires, che, una volta diventato Papa, non ha perso occasione di presentarsi nel migliore dei modi a tutti coloro che hanno desiderato conoscerlo.
È stato Francesco stesso a parlare dei propri cari e lo ha fatto con nomi e cognomi (si pensi a Nonna Rosa, punto di riferimento per il giovane Jorge Mario, o agli aneddoti divertenti raccontati sulle perpetue della sua parrocchia) perché quel Papa “venuto dalla fine del mondo” potesse entrare il più presto possibile nel focolare domestico di ogni famiglia.
Francesco, incuriosendo e coinvolgendo, ha familiarizzato da subito e, certamente, la presenza di due fiction presentati su scala mondiale a distanza di poche ore è una vittoria primariamente del Vaticano, che nell’arco di così breve tempo si ritrova, positivamente, al centro della comunicazione globale ricevendo un applauso corale, straordinariamente con poche critiche. Il film di Daniele Lucchetti infatti è stato ben accolto dal sistema mediatico, proprio perché il regista ha voluto mettere in scena la vita dell’uomo Bergoglio, di Jorge Mario, diremmo, e in un secondo momento la personalità carismatica e “fisica” di Papa Francesco che appena eletto ha acceso la fiamma della grande rivoluzione all’interno della Chiesa. È tuttavia noto che è soprattutto del lato umano del Papa che la gente vuole sentire parlare, quell’umanità che in qualche modo esce fuori anche quando il Pontefice parla come parlerebbe un genitore di riforme, di “malattie della Curia” e di trasparenza nella gestione delle finanze della Santa Sede.
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